cedolare secca affitti brevi

Cedolare secca sugli affitti brevi: cosa c’è da sapere

La cedolare secca per gli affitti brevi è un regime di tassazione facoltativo sui redditi che derivano dal proprietario che concede un immobile in locazione ad uso abitativo. Consiste nel pagamento di un’imposta sostitutiva dell’Irpef e delle relative addizionali. Sia che venga concessa in locazione una porzione dell’immobile o l’intero bene, le regole per la scelta della cedolare sono le stesse.

Come funziona la cedolare secca per affitti brevi

Scegliendo la cedolare secca, il locatore fruisce di un regime di favore è non dovrà pagare l’imposta di registro e quella di bollo, solitamente previste per la registrazione del contratto di locazione. La cedolare secca sugli affitti brevi può essere scelta solo da proprietari di immobili ad uso residenziale, anche in caso di gestione di case vacanza,  che rientrano nelle categorie catastali da A1 ad A11, esclusa l’A10 (studi privati e uffici).

Affitti brevi e cedolare secca

La gestione degli appartamenti in affitto è libera, questo sta a significare che il proprietario, qualora avesse anche una sola una stanza libera, potrebbe decidere di concederla in locazione (ad esempio ad uno studente universitario fuori sede) optando per la cedolare secca sugli affitti. A chiarirlo è stata l’Agenzia delle Entrate, secondo cui il locatore può scegliere tale formula anche quando concede in affitto solo una porzione dell’immobile.

Il vincolo della cedolare secca si estende a più contratti

Se il locatore fitta più parti della casa con diversi contratti, l’opzione alla cedolare per un solo contratto vincola anche gli altri, visto che otterrà un’unica rendita su cui deve pagare le tasse. Il locatore può scegliere la cedolare anche se affitta una sola stanza per un periodo di tempo inferiore ai 30 giorni l’anno: si tratta di una gestione degli appartamenti in affitto. Il locatore inoltre deve avvertire preventivamente il conduttore con lettera raccomandata di voler optare per tale regime fiscale. Così facendo rinuncia all’aumento del canone di locazione a seguito di aggiornamento ISTAT.

Per evitare sanzioni e per risparmiare del tempo prezioso, si può scegliere di affidare la gestione della propria struttura ricettiva extra-alberghiera MyBnb,  start up specializzata nella consulenza legale e fiscale immobiliare e nella gestione degli affitti brevi a Napoli.