Avviare una casa vacanze: 4 ragioni per cominciare a farlo

La gestione della casa vacanze, nell’ambito del più generale successo che stanno riscuotendo in Italia gli affitti brevi, sta giocando un ruolo fondamentale.  In particolare la gestione degli affitti brevi rappresenta certamente una delle voci più consistenti sul fronte delle locazioni di breve durata.

Analizzando i dati nel 2017,  la domanda di affitti brevi nel nostro paese ha incrementato il suo volume del 10% rispetto al 2016. Parallelamente aumentano anche i proprietari che scelgono questa forma di investimento per i loro immobili: +8% rispetto al 2016.

Ma quali sono le ragioni di questo boom?

Contesto

Innanzitutto i clienti sono sempre più propensi a scegliere una casa vacanze piuttosto che il classico albergo. Inoltre, l’applicazione dei benefici fiscali della cedolare secca ha determinato un aumento delle prenotazione delle case vacanza.

Va citato inoltre l’effetto complessivamente positivo che ha avuto l’affermarsi di diversi portali del settore (come Booking, Airbnb ecc. ecc.), in particolare spicca la gestione degli appartamenti Airbnb. Tutto ciò ha certamente contribuito a sdoganare forme diverse di pernottamento durante i viaggi per turismo.

Trend in crescita

Il successo che  sta riscuotendo la formula dell’affitto breve è evidente dall’incremento costante di domanda e offerta e dall’intervento dello Stato nel regolamentare un fenomeno in costante crescita attraverso un’apposita normativa (come ad esempio la Legge regionale della Campania n. 5 del 2001 – normativa B&B).

Una conferma indiretta di questa  evoluzione positiva arriva dalla constatazione che l’opzione “casa vacanze” è una scelta che attira sempre più anche un pubblico di stranieri, la cui domanda risulta in aumento di circa il 10%.

Prezzi

Secondo i dati degli enti di statistica e di ricerca, un soggiorno medio in casa vacanze nel 2017 è durato poco meno di 9 giorni con una spesa media di 630 euro.

L’indagine ha perciò rilevato un netto aumento del prezzo medio pari al 5%. Ciò è dovuto all’introduzione della cedolare secca, ora in vigore anche per la gestione di locazioni brevi, e all’aumento della domanda. Si tratta dunque di fattori che hanno portato i proprietari a rivedere i prezzi applicati, nel caso di specie al rialzo.

Mete preferite

Dal punto di vista della distribuzione dell’offerta invece  sono quattro le Regioni che la fanno da padrone: Campania, Sicilia, Puglia e Toscana, che insieme raccolgono più del 50% di tutti gli annunci presenti sui portali con una presenza massiccia di strutture extra-alberghiere (tra l’altra in costante crescita).

In particolare si è avuto un notevole incremento di turisti a Napoli, e ciò ha comportato l’aumento in città del numero di appartamenti destinati all’affitto breve e l’interesse del team Airbnb non solo per la gestione degli immobili sul portale ma anche per la nuova formula delle Esperienze Airbnb a Napoli e in Costiera.