Guadagnare di più con gli appartamenti su Airbnb grazie a un prezzo studiato a tavolino

Capita che gli appartamenti Airbnb siano occupati il 100% dei giorni e che i proprietari, di conseguenza, siano quasi sempre riusciti a locarli al prezzo più alto. Pertanto, a questo punto qualunque host sarà convinto di star ottenendo il massimo dalla sua gestione casa. In realtà non è proprio così

Tasso di occupancy

Un tasso di occupancy – ossia la capacità di occupare la struttura ricettiva – alto non è necessariamente un fattore positivo per una casa vacanze. Può sembrare un controsenso, ma un errore molto frequente da parte dell’host è quello di focalizzarsi sull’avere quasi sempre occupata la propria struttura ricettiva.

D’altra parte la gestione di affitti turistici con prenotazioni registrate anche con largo anticipo, da all’host sensazioni di appagamento. Ma le sensazioni raramente rappresentano alla lettera la realtà dei fatti.

Ma cosa vuol dire avere il proprio appartamento Airbnb occupato con tanto anticipo? Significa che il prezzo considerato è molto probabilmente sbagliato.
Il problema è sostanzialmente il seguente:  con il 100% delle notti prenotate, l’host non saprà mai quanto potrà spingersi ad alzare il prezzo mantenendo però la stessa percentuale di occupancy.

Un esempio:

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Nel caso di specie ci sono 3 proprietari che guadagnano la stessa cifra ogni mese. Consideriamo che ogni prenotazione sia di 3 giorni e che l’host impieghi circa 2 ore del suo tempo per la gestione completa di ciascuna.

Chi sarà, tra i tre host, ad avere maggior successo nella gestione affitti brevi?

Un occhio poco attento potrebbe, di primo acchito, ritenere che il proprietario con una gestione vincente sia il numero 1. Tuttavia, facendo un semplice calcolo, si noterà come sia il proprietario numero 2 a ricavare un maggior guadagno in rapporto al tempo impiegato per gestire il suo appartamento Airbnb. L’host n. 2, con 21 giorni prenotati (il minore rispetto agli altri due), ha un guadagno nettamente superiore agli altri.

Pertanto:

  • E’ meglio rischiare di avere giorni disponibili anche a ridosso di date sensibili (ponti e festività) e provare in questo modo ad ottenere la tariffa ottimale per la casa vacanze alzando il prezzo;
  • Non si deve mai avere il 100% occupato con un mese di anticipo rispetto alla data delle prenotazioni;

Prezzo Airbnb alto legato ad una percentuale bassa di prenotazioni

Altro errore tipico dell’host poco attento è quello di provare ad avere per tutto l’anno la tariffa più alta.

Un esempio:

Airbnb

Il proprietario numero 1 mantiene una tariffa standard alta per tutto l’anno, viceversa il proprietario numero 2 varia la sua tariffa in base al periodo e all’occupazione della casa vacanze.

Chi fra i due avrà maggior successo in termini di guadagno attraverso una buona gestione completa Airbnb?

Anche in questo caso sarà l’host numero 2 ad ottenere un maggior guadagno. La sua casa vacanze infatti avrà un tasso medio di prenotazioni maggiori rispetto a quella di proprietà dell’host numero 1. Anche se quest’ultimo ha una tariffa media maggiore.

Il proprietario numero 2 ha saputo trovare il giusto equilibrio tra prezzi e occupazione. Pertanto un’altra regola di fondamentale importanza nella gestione case Airbnb è:

  • L’occupazione e i prezzi devono essere equilibrati;

Tariffe e occupazione cioè devono andare di pari passo e sono i valori più importanti in possesso dell’host. Dalla gestione corretta di queste due variabili dipenderà il successo o il fallimento di una struttura ricettiva turistica.

Per maggiori chiarimenti e informazioni sulla giusta tariffa Airbnb o in generale sulla gestione degli affitti brevi, puoi rivolgerti a MyBnbprofessionisti della gestione affitti brevi Napoli.